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Candida Royalle, la pioniera che ha filmato il desiderio delle donne

Candida Royalle, cheveux courts et grandes boucles d'oreilles, assise devant ses moniteurs de montage, trophées au mur, photo en noir et blanc

Il suo nome torna ogni volta che si parla di porno pensato per le donne, senza che si sappia sempre bene perché. Candida Royalle, nata Candice Vadala a Brooklyn il 15 ottobre 1950 e morta il 7 settembre 2015, è stata attrice hard, poi regista e produttrice. Ma riassumerla con la sua filmografia significherebbe perdere la parte più bella. Negli anni Ottanta ha fatto un gesto raro: passare dall’altra parte della macchina da presa per filmare il desiderio dallo sguardo delle donne. Attivista, autrice, creatrice di sex toy… Vi raccontiamo chi era davvero.

Candida Royalle, chi era davvero?

Tre ruoli, una sola donna. Candida Royalle comincia davanti alla macchina da presa, nel porno newyorkese degli anni Settanta, poi passa alla regia e alla produzione. Un percorso davvero insolito in un’industria in cui le donne restavano quasi sempre davanti all’obiettivo, raramente dietro. È questa svolta a farne un riferimento tra le attrici del porno femminista.

Se la cercate nei vecchi cataloghi, armatevi di pazienza. Nel corso della carriera ha usato moltissimi pseudonimi, tra cui Candice Chambers o Candice Ball, e la grafia cambia da un database all’altro (Candida Royale, Candice Royalle…). È quasi sempre la stessa donna. Per date e riferimenti, la sua pagina Wikipedia fa il punto.

Dalla danza newyorkese ai set

Candida Royalle giovane, sdraiata, i lunghi capelli castani sparsi intorno, circondata da fiori

Prima dei set, c’è New York. Cresciuta dal padre e dalla matrigna dopo che la madre se n’è andata, quando lei aveva appena un anno e mezzo, Candice cresce tra musica, danza e arte. Frequenta la High School of Art and Design, poi Parsons e il City College of New York. Ballerina, modella, artista: non si diventa registe per caso quando si è cresciute nella creazione e nel movimento.

È in questa New York effervescente che entra nel porno, a metà degli anni Settanta, e gira decine di film. La scena, però, non le basta a lungo. Sui set osserva, capisce il meccanismo, e una domanda la tormenta. Perché tutto è filmato per un solo sguardo, quello degli uomini?

Nel 1983 cofonda Club 90 con Gloria Leonard, Annie Sprinkle e Veronica Vera: un gruppo di parola tra attrici hard, che si ritrovano per parlare del loro mestiere, del loro corpo, della loro vita. Il passaggio dietro la macchina da presa non ha niente di una riconversione. È una presa di potere, la stessa che si ritrova oggi in una regista come Olympe de G.

Femme Productions: come ha inventato il porno femminista

La vera svolta è il 1984. Con Lauren Niemi, Candida Royalle fonda Femme Productions (si legge anche Femme Films) e fa uscire il suo primo film, Femme. La sua scommessa? Filmare una sessualità pensata dal punto di vista delle donne, con una cura estetica vicina all’erotismo d’autore, con emozioni, tempo e un vero spazio per il piacere femminile. I suoi film parlano anche alle coppie, un pubblico che l’industria ignorava completamente.

I distributori non ci credono neanche per un secondo. Allora distribuisce lei stessa i suoi film, e lancia loro questa sfida, riportata da Terrafemina: « Provate, vedrete che i miei film continueranno a vendere, a differenza dei vostri, che sono prodotti usa e getta. » Il futuro le ha piuttosto dato ragione. Nel 1985, nello studio del programma di Phil Donahue, tiene testa a Catharine MacKinnon, figura del femminismo anti-porno, che sostiene che l’industria cerchi di sedurre le donne « dal primo giorno ». La sua risposta è immediata: « No, è falso. »

È il momento di chiarire una sfumatura che si confonde spesso. Il porno femminile cerca prima di tutto di parlare allo sguardo e al piacere delle donne. Il porno femminista aggiunge una presa di posizione politica: condizioni di ripresa, consenso, rappresentazione dei corpi e del desiderio. Candida Royalle si trova proprio su questo crinale, nutrita dal femminismo pro-sesso, la corrente che difende una sessualità libera piuttosto che colpevolizzata. La strada che ha aperto è stata poi percorsa da altre: vi presentiamo le registe del porno femminista ed etico che la proseguono. E per misurare l’impronta che ha lasciato, leggete l’omaggio di Terrafemina (in francese).

Attivista, autrice, creatrice di sex toy: la sua eredità

Candida Royalle, capelli biondi e cerchietto nero, pensierosa e sorridente in un caffè

Candida Royalle non ha mai limitato il suo impegno al cinema. Nel 1989 firma il Post Porn Modernist Manifesto, scritto da Veronica Vera, che rivendica una pornografia artistica ed emancipata. Siede nel consiglio fondatore di Feminists for Free Expression, entra nell’AASECT, l’associazione americana degli educatori e terapeuti della sessualità, e tiene conferenze fino in Europa.

Poi, nel 1999, si dedica ai nostri comodini. Con il designer olandese Jandirk Groet lancia Natural Contours, una linea di vibratori che non somigliano a nessun altro. Niente forma di pene: ciottoli sinuosi che si appoggiano sul pube, per accarezzare il clitoride e la vulva dall’esterno. Il modello Superbe, giallo limone, ha la curva di un mouse. Lei stessa li descriveva come più vicini a « telefoni cellulari high-tech che a oggetti erotici ». Né vergognosi, né volgari: semplicemente belli. Nel 2004 pubblica anche How to Tell a Naked Man What to Do, una guida per osare dire al proprio partner cosa ci piace.

Muore di cancro alle ovaie il 7 settembre 2015, a 64 anni. La sua influenza, però, non si è spenta: registe come Erika Lust proseguono oggi la strada che ha tracciato. I suoi archivi, compresi i diari che teneva dagli 11 anni, sono conservati alla Schlesinger Library di Harvard. Hanno nutrito la biografia che le dedica la storica Jane Kamensky, uscita nel 2024: Candida Royalle and the Sexual Revolution. Un’attrice hard studiata come una figura della storia delle donne. Immaginiamo il suo sorriso.

Domande frequenti su Candida Royalle

Che cos’è Femme Productions?

È la società che Candida Royalle fonda nel 1984 con Lauren Niemi per produrre film erotici pensati dal punto di vista delle donne. L’idea: mostrare il desiderio e il piacere femminili con una vera cura estetica, lontano dallo sguardo esclusivamente maschile del porno standard. Questo progetto ha posto le basi del porno femminista come lo conosciamo oggi.

Quali sono i suoi film e le sue opere più importanti?

Come regista, Femme (1984), Three Daughters (1986) o Christine’s Secret (1986) sono tra i suoi titoli di punta con Femme Productions. Oltre al cinema, ha pubblicato How to Tell a Naked Man What to Do (2004) e creato la linea di sex toy Natural Contours (1999).

Di cosa è morta Candida Royalle?

È morta di cancro alle ovaie, il 7 settembre 2015, all’età di 64 anni.

Che differenza c’è tra porno femminista e porno femminile?

Il porno femminile punta prima di tutto al piacere e allo sguardo delle donne. Il porno femminista aggiunge una presa di posizione politica: consenso, condizioni di ripresa rispettose, rappresentazione giusta dei corpi e del desiderio. Candida Royalle si trova proprio a questo incrocio, ed è tra le pioniere di questa corrente.

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