Attrice di porno femminista, coordinatrice di intimità e portavoce delle lavoratrici e dei lavoratori del sesso, Maria Riot usa il suo corpo e la sua esperienza per difendere le proprie convinzioni. Con audacia, infrange i tabù sulla prostituzione, lotta per condizioni di lavoro dignitose e rivendica l’uguaglianza dei diritti. Scoprite come questa donna ha trasformato il suo percorso nell’industria del porno in una vera e propria tribuna politica.
Da ricordare
Maria Riot è un’attrice di porno femminista, coordinatrice di intimità e attivista argentina nata nel 1991. Ha esordito nel 2015 con Erika Lust, difende i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del sesso all’interno del sindacato AMMAR e si definisce lei stessa una « puttana femminista ». Lavora tanto davanti alla macchina da presa quanto dietro le quinte del porno e del cinema mainstream.
Chi è Maria Riot?
Nata il 12 settembre 1991 a Moreno, nella periferia di Buenos Aires (Argentina), Maria Riot è attrice di film per adulti, coordinatrice di intimità e attivista. Di origine asturiana, oggi divide la sua vita tra Buenos Aires e Barcellona.
Fin da giovanissima, Maria si interessa all’universo della sessualità. Nutre questa curiosità attraverso il blog di Amarna Miller, i film di Erika Lust e la serie CrashPad. Convinta che un « lavoro classico » non faccia per lei, decide di candidarsi presso i produttori e le produttrici e le case che ammira. Da lì tutto va molto in fretta: nel 2015 diventa performer per Erika Lust, figura emblematica del porno etico e femminista, a partire dalla serie XConfessions.
Nel giro di pochi anni diventa una delle lavoratrici del sesso più visibili d’Argentina, al punto da essere definita già nel 2017 « la lavoratrice del sesso più conosciuta del Paese » dalla stampa.
Una portavoce dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del sesso
Maria Riot attribuisce le cattive condizioni di lavoro nella prostituzione all’assenza di regolamentazione. Rivendica parità di diritti e di tutele per le lavoratrici e i lavoratori del sesso, e denuncia la loro stigmatizzazione, quella dei loro clienti, così come l’uso abusivo dei termini « tratta di persone » e « sfruttamento della prostituzione » per designare un lavoro scelto.
Dal 2016 difende questa causa all’interno di AMMAR (Asociación de Mujeres Meretrices de la Argentina), il sindacato argentino delle lavoratrici del sesso, di cui è stata tra l’altro segretaria stampa. Vi si batte per la depenalizzazione della prostituzione e per una pornografia etica. Assumendo pienamente la parola, si rivendica « puttana femminista », un modo per rovesciare lo stigma in orgoglio politico.
Politicizzare il sesso
Per Maria Riot, lavorare nel porno indipendente è un’occasione unica per coniugare convinzioni politiche e creatività.
Credo che tutto possa essere politico. Se gli diamo un senso, se agiamo diversamente, possiamo cambiare le cose.
Maria Riot
È sul campo che veglia ogni giorno su condizioni di lavoro rispettose e sicure per le sue colleghe e i suoi colleghi. Insiste sull’importanza del consenso, di una comunicazione aperta e di un ambiente di ripresa sicuro.
Per me il porno è al tempo stesso il mio lavoro e il mio modo di lottare in questo mondo che vuole sorvegliare, controllare, frenare e normare le nostre sessualità e i nostri corpi.
Maria Riot
Ogni progetto portato avanti da Maria diventa un atto di resistenza. In un’industria ancora macchiata dagli abusi, difende una visione rinnovata della pornografia: trasparente, etica e profondamente rispettosa.
Coordinatrice di intimità, sui set porno e al cinema
A partire dal 2022, Maria Riot amplia il suo campo d’azione diventando coordinatrice di intimità, un mestiere ancora recente che veglia sul comfort e sulla sicurezza degli interpreti durante le scene intime. Dopo il #MeToo, anche i grandi studi vi fanno ricorso per supervisionare le riprese delle scene di sesso.
A seconda dei progetti indossa anche i panni di direttrice di casting, consulente alla sceneggiatura o talent manager, su produzioni di porno femminista (con Erika Lust o Émilie Jouvet) così come su film mainstream. Ha lavorato tra l’altro a un lungometraggio della riconosciuta regista argentina Lucía Puenzo, ispirato alla storia vera di una lavoratrice del sesso. Nel 2024 la sua legittimità nell’ambiente è stata riconosciuta dalla sua partecipazione alla giuria del Brussels Porn Film Festival.
Oltre il porno: un’attivista a 360°
L’impegno di Maria Riot non si ferma alla sessualità. Vegana convinta, ha cofondato una delle prime associazioni per la difesa dei diritti degli animali in Argentina e ha partecipato a diversi salvataggi. Il suo attivismo ecologista le è persino valso una borsa di studio per studiare biotecnologia e comunicazione all’università Cornell, tramite il programma Alliance for Science. Porta avanti anche un discorso contro la grassofobia. Tante battaglie che disegnano il ritratto di un’artista di cui ogni gesto, su un set come per strada, è politico.
La filmografia di Maria Riot
Nel corso della sua carriera, Maria Riot ha interpretato una ventina di ruoli, per la maggior parte all’interno della casa di produzione Erika Lust Films.

Prezzo: 1 film gratis, poi a partire da circa 9 €/mese (tariffa indicativa, verificate l’offerta in corso).
- 2023: The Wedding
- 2021: Girl Gang
- 2021: XConfessions Vol. 27
- 2020: Slut-ish
- 2018: Landlocked
- 2018: XConfessions Vol. 15
- 2018: XConfessions Vol. 13
- 2018: XConfessions Vol. 11
- 2017: My Body, My Rules
- 2017: Hysterical Piano Concert
- 2017: Cake Bakin
- 2017: Anal Diaries
- 2016: Girl Fantasies
- 2016: XConfessions Vol. 8
- 2015: XConfessions Vol. 5
- 2015: Feminist Man
- 2015: If the Apocalypse Comes, Fuck Me
Maria Riot è molto più di una semplice attrice. Attraverso le sue scelte artistiche e il suo attivismo, influenza l’intera economia del sesso. Immergetevi nel suo universo e lasciatevi sorprendere da questa artista fuori dal comune.
Domande frequenti
Che cos’è AMMAR?
AMMAR (Asociación de Mujeres Meretrices de la Argentina) è il sindacato argentino delle lavoratrici del sesso. Maria Riot vi milita dal 2016, in particolare come segretaria stampa, per la depenalizzazione della prostituzione e per condizioni di lavoro migliori.
Maria Riot è una regista?
Non ancora in senso stretto, ma lavora intensamente dietro le quinte: coordinatrice di intimità, direttrice di casting e consulente alla sceneggiatura, su produzioni di porno femminista come su film mainstream. Ha espresso il desiderio di realizzare un giorno il suo film.
Dove vedere i film di Maria Riot?
La si ritrova soprattutto nelle produzioni Erika Lust Films, in particolare la serie XConfessions. Un primo film è offerto all’iscrizione, poi l’accesso avviene tramite abbonamento.