Da ricordare
- Madison Young è una regista, performer e autrice statunitense, figura del porno femminista e queer dall’inizio degli anni 2000.
- A San Francisco ha diretto la galleria Femina Potens (2001-2016), aperta ad artiste donne, queer e trans.
- Nel 2010 ha attraversato l’Europa con il Queer X Show, filmato dalla regista francese Émilie Jouvet.
- Le sue memorie, Daddy (2014), sono diventate un lungometraggio, By the Roots, presentato nell’aprile 2026.
Dirsi sottomessa e femminista nella stessa frase? Per molti è un ossimoro. Per Madison Young è una linea di condotta, mantenuta da più di vent’anni. Nel 2010 si presentava alla rivista Salon come «una delle femministe più kinky del mondo», e non ha mai smesso di dimostrarlo, sui set come sul palco, nei suoi libri e fino al cinema. Nessuna contraddizione, nessuna provocazione: una coerenza. Facciamo le presentazioni?
Chi è Madison Young?

Madison Young è una regista, performer, autrice ed educatrice sessuale statunitense, figura del porno femminista e queer. Lei stessa preferisce un titolo più movimentato: «rivoluzionaria sessuale» (Salon, 2010). Arrivata a San Francisco nel 2000, debutta davanti alla telecamera nel 2002 e firma i suoi primi film già nel 2005.
Un’autodidatta, e fiera di esserlo. «Ho imparato a scrivere scrivendo, e a fare film prendendo in mano una telecamera e facendo film», racconta all’HuffPost nel 2014. Nessuna scuola, nessun permesso chiesto. Sul set, stesso appetito: «Giochiamo con le parole che ci sono. Vediamo cosa funziona, cosa no, e poi facciamo la magia.» E la corda, in tutto questo? Si descrive come una persona «deep muscle», che ha bisogno di un contatto che tiene. Le carezze timide, meglio lasciarle ad altri.
È cresciuta nel sud dell’Ohio, ambiente conservatore che non smetterà mai di rivisitare. Pronomi she/they, queer nel genere come nella sessualità, e come bussola un motto: «Reveal All, Fear Nothing». Rivelare tutto, non temere niente. Programma impegnativo.
| Punto di riferimento | Madison Young |
|---|---|
| Origini | Sud dell’Ohio, Stati Uniti |
| Arrivo a San Francisco | 2000 |
| Prime scene | 2002, come performer |
| Prime regie | 2005 |
| Galleria Femina Potens | 2001-2016 |
| Libri | Daddy (2014), due guide pratiche (2016) |
| Cinema | By the Roots, presentato nell’aprile 2026 |
Da ricordare
Statunitense, queer, nata in Ohio e rivelata a San Francisco: Madison Young filma, scrive ed espone dall’inizio degli anni 2000.
Dall’Ohio a San Francisco, come è diventata una figura del porno femminista?
Madison Young si è imposta nel porno femminista costruendo a San Francisco un luogo, un’opera e una comunità. Nel 2001 fonda la galleria Femina Potens. Dal 2005 passa dietro la telecamera.
Prima dei set c’è il Lusty Lady, un peep-show di San Francisco dove ha lavorato. È lì, racconta a The Rumpus nel giugno 2014, che comincia a riappropriarsi della parola «slut». Troia, insomma. La parola brucia… ed è esattamente lo scopo: toglierle il suo potere di insulto.
La galleria Femina Potens, su Market Street, è stata attiva dal 2001 al 2016. Galleria d’arte, palco per performance, rifugio per i corpi e i generi che escono dalle caselle: dava visibilità ad artiste donne, queer e trans, e faceva spazio ai temi che le gallerie classiche evitano, dal porno femminista al lavoro sessuale. Nel 2010 la rivista statunitense Salon la descriveva come uno spazio per le persone che vivono «al di fuori del binarismo uomo-donna».
Sul fronte dei film, riprende in particolare coppie vere. La sua scelta sta in una riga: che il piacere mostrato sia il piacere vissuto. Questo lavoro le vale diversi riconoscimenti ai Feminist Porn Awards, la cerimonia creata nel 2006 dal negozio Good for Her, a Toronto. I criteri di questi premi dicono tutto del suo approccio: donne o persone marginalizzate alla regia, un piacere reale e una vera capacità di agire per ogni interprete, immagini che scuotono gli stereotipi.
Da ricordare
Peep-show, galleria queer, poi regia: Madison Young ha costruito la sua legittimità sul campo, e i Feminist Porn Awards l’hanno premiata più volte.
Che cosa significa «porno femminista» per Madison Young?

Per Madison Young il porno femminista non consiste solo nel girare in modo diverso: si tratta anche di imparare ad amare il proprio corpo. «Non si tratta solo di cambiare il modo in cui il porno viene fatto, ma anche di difendere l’amore per i nostri corpi», dice a The Rumpus nel 2014.
Altre voci condividono questo percorso, da ritrovare nella nostra selezione di registe di porno femminista. Per lei la parola chiave resta l’autenticità. Le ha dedicato un saggio, «Authenticity and its role within feminist pornography», pubblicato nel 2014 nel primissimo numero di Porn Studies, rivista accademica dell’editore Routledge. Una performer in una rivista scientifica? Il gesto dice molto.
E la sottomissione, in tutto questo? Nessuna contraddizione ai suoi occhi. «La mia sottomissione, il mio rapporto con il BDSM, la mia queerness, il mio femminismo fanno parte della mia identità», riassume. Lasciare il controllo, in un quadro scelto e consensuale, resta una scelta. Ed è questa scelta che conta.
Stessa logica per la salute delle e dei performer. Nel 2010 difende insieme il preservativo e la libertà: «le pratiche di sesso sicuro possono essere sexy», spiega a Salon, ritenendo però che rendere il preservativo obbligatorio su tutti i set sarebbe «altrettanto limitante e depotenziante» che vietarlo. Ma attenzione: difendere la scelta non significa trascurare la protezione. Significa rifiutare che si decida al posto delle prime persone interessate.
Da ricordare
Autenticità, amore per il proprio corpo, sottomissione scelta: per Madison Young il femminismo non detta i desideri, garantisce che li si scelga.
Il Queer X Show, la sua tournée europea filmata da Émilie Jouvet
Nel 2010 Madison Young parte in tournée in Europa con il Queer X Show, un cabaret di performance femminista e queer. La regista francese Émilie Jouvet ne ha tratto un documentario, Too Much Pussy! Feminist Sluts in the Queer X Show.
Nella compagnia, da Berlino a Malmö: l’autrice Wendy Delorme, DJ Metzgerei, l’attrice Judy Minx, la cantante Mad Kate, l’artista Sadie Lune e Madison Young. Il film viene presentato nell’aprile 2010 al festival Cinémarges di Bordeaux, poi nel 2011 segue una versione non censurata, Much More Pussy!
Otto anni dopo, la ricerca francese se ne occupa. Nel primo numero dei Cahiers de Marge, nel gennaio 2018, Béatrice Alonso analizza lo spettacolo e presenta Madison Young come «un’attrice di film pornografici, regista, scrittrice, attivista queer e performer statunitense».
Questo road trip ricorda una cosa che si dimentica in fretta: il porno femminista non è mai stato una faccenda solo americana. Una parte della sua storia si è scritta in Francia.
Da ricordare
Too Much Pussy!, di Émilie Jouvet, conserva la traccia del passaggio di Madison Young in Europa, e la ricerca francese lo ha studiato già nel 2018.
Da Daddy a By the Roots, come racconta la propria vita?
Madison Young racconta la sua vita in Daddy, memorie pubblicate nel 2014 da Rare Bird Books, poi in By the Roots, il lungometraggio che ne ha tratto nel 2026. Due forme, uno stesso filo rosso: le figure paterne.
Con la prefazione di Annie Sprinkle, forte di trent’anni di cinema e fotografia erotica, il libro segue i suoi rapporti con i padri, dal padre biologico ai partner BDSM, fino al momento in cui fantasia e realtà smettono di coincidere. Esiste anche in spagnolo, con il titolo Papi. Il suo motto, «Reveal All, Fear Nothing», ha perfino dato il titolo al suo spettacolo in solitaria.
L’adattamento, annunciato nel luglio 2022, arriva sullo schermo nel 2026. Madison Young lo ha scritto, diretto e prodotto. Emily Robinson interpreta Madison, giovane gallerista queer di San Francisco impegnata in una relazione BDSM, che torna nella sua città conservatrice dell’Ohio e affronta i ricordi di un’infanzia repressiva. Accanto a lei: Brant Daugherty, Ally Sheedy e Margaret Cho.
Il film chiude il Beverly Hills Film Festival il 18 aprile 2026, dove Emily Robinson riceve il premio come migliore attrice. Intervistata da Cinema Femme quel mese, la regista riassume la sua intenzione: «Se riusciamo a creare uno spazio sicuro per conversazioni aperte e oneste sul desiderio e sul piacere, possiamo allentare quei nodi.» Dei nodi (spoiler: con lei la corda non è mai lontana).
Da ricordare
Daddy (2014) e By the Roots (2026) raccontano la stessa storia: crescere in Ohio, reinventarsi a San Francisco e fare pace con i propri padri.
Che cosa fa oggi Madison Young?
La sua attualità è By the Roots. Ma trasmettere la occupa quanto creare.
Nel 2016 pubblica due guide: The Ultimate Guide to Sex Through Pregnancy and Motherhood, per Cleis Press, sulla sessualità durante la gravidanza e la maternità, e The DIY Porn Handbook, per Greenery Press, per imparare a documentare da sé la propria sessualità. Stessa idea dietro la sua Erotic Film School, una formazione intensiva di tre giorni e trenta ore pensata perché le comunità queer e femministe filmino i propri racconti.
Arrivano poi Submission Possible, una serie documentaria sulle scene kink, fetish e BDSM queer, che presenta, dirige e produce per la piattaforma Revry dal 2020, e Wash Your Mouth Out, un podcast sulla genitorialità femminista. Perché Madison Young è anche genitore, e lo dice senza giri di parole: «Insegnare ad avere potere sul proprio corpo è un fattore chiave del modo in cui il femminismo entra nella mia genitorialità.»
«Tutti gli artisti sono in fondo degli attivisti», diceva all’HuffPost nel 2014. Con lei non ha niente di uno slogan.
Domande frequenti su Madison Young
Qual è il legame di Madison Young con l’Europa?
Madison Young è statunitense, originaria dell’Ohio e rivelata a San Francisco. Ma ha un legame forte con la scena queer francese, attraverso il Queer X Show filmato da Émilie Jouvet e presentato a Bordeaux nel 2010.
Quali libri ha scritto Madison Young?
Delle memorie, Daddy (Rare Bird Books, 2014), poi due guide nel 2016: The Ultimate Guide to Sex Through Pregnancy and Motherhood (Cleis Press) e The DIY Porn Handbook (Greenery Press).
Di che cosa parla il film By the Roots?
By the Roots adatta Daddy: una gallerista queer di San Francisco, interpretata da Emily Robinson, torna nel suo Ohio natale per affrontare la propria infanzia. Scritto, diretto e prodotto da Madison Young, ha chiuso il Beverly Hills Film Festival il 18 aprile 2026.